Nudus ape

Sacha Turchi si muove alla ricerca in un viaggio cronologico e lo riporta fin qui in una nuova forma, modificata dal tempo e da ciò che esso ne comporta, incarnandosi nella memoria del corpo. "Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo tornerò lì."  Così recita un antico detto latino, strettamente legata all'opera e al titolo NUDUS APE.  Sin dall'antichità la concezione di bellezza muta a seconda della percezione della società, ma ciò che rimane invariato è l'approccio ad essa: la presa cura della donna  su se stessa e sul suo corpo. La"presa cura" un concetto molto ampio, sul quale l'artista si sofferma per indagarne il senso dell' effettivo atto.  Cerimonie che sul corpo lo trasformano e attraverso esso tramandano direttamente una memoria, che da senso diviene segno, matrice concreta. Dall' origine ad oggi, l'artista ne chiude le file, raccogliendone reperti (in parti del corpo) inseriti in una cassa da spedizione, che all' apertura diviene un richiamo quasi esplicito ad un "sarcofago".  Fasciature che mummificano il corpo, che lo proteggono e se ne prendono cura... le stesse fasciature con cui si benda una ferita e con cui si mummificavano i corpi per proteggerli dalla disintegrazione precoce.  Quelle di Sacha sono in tessuto d'ortica, la stessa pianta che cura e che nello stesso tempo punge chi la coglie. Così come il simbolo dell'ago, archetipo per eccellenza dell'unire, unificare, risanare qualcosa, colui che se mal toccato punge e ferisce. Anno di realizzazione: 2016 Materiali: cassa: legno (pioppo e abete); sculture interne: aghi (ceramica e cristallina), tessuto di ortica, stoppa tinta con ortica, Tessuto 100% cotone, Calcio fosfato, Calcio Carbonato,, Gomma Xantano, Amido di Mais, Collagene, Acido Ialluronico, cellulosa, carta. Dimensioni: 140h X 70 X 70 cm

For the exhibition “Relic” held at Casa Songe (Soponge Contemporary Art) by Stefano Verri, Sacha prepares a site-specific project. The artist presents a new work NUDUS EPA and RE'PORTO (video) that will be put together in the barn, transformed into a new environment together with sound and smells made by the artist. The theme addressed in this project is the "concept of beauty" and the practices used by women since ancient times to take care of their bodies through beauty treatments. These treatments, with time, alter the body. The artist wants to tell us about how these changes are registered by the body and passed down from generation to generation. The artist chooses practices that use bandages as a metaphor of the bandages that are used to treat wounds. Modified and wrapped body parts are placed in a shipping crate and its opening appears as a "sarcophagus", which also contains small objects that the body will take away to the afterlife (there are needles of different sizes, as symbols of conjunction, but also they might prick if not touched carefully).