Nuova Pelle

NUOVA PELLE projectIl progetto Nuova Pelle sviluppatosi in due mesi all'interno della residenza VIR_Viafarini , attraverso un percorso suddiviso in quattro fasi le quali narrano, passo per passo il processo di ricerca, affrontando con diversi approcci il concetto di pelle con il fine ultimo di proporre al fruitore una nuova visione, una nuova possibilità a "misura d'uomo".Studi sul corpo e sulle sue dimensioni, sul suo rivestimento e sulla capacità di protezione e sensibilizzazione; a questo si affianca la ricerca di un nuovo tessuto, un materiale che possa diventare una nuova pelle . Amplia la sua ricerca in cui è immersa già da mesi creando una nuova campionatura di tessuti, creando vari prototipi di nuove pelli, attraverso processi diversificati, selezionandone otto campioni vegetali, da tessuti in soia, batterici e bioplastiche.In fine presenta ESUVIA:Il nome è ispirato dallo studio della muta della cicala. Concettualmente, il lavoro nasce dall'unione di due fiabe: Pelle d'asino, e Pelle di Foca.La forma della struttura viene sviluppata studiando l'estensione dell'area della superficie della pelle di un essere umano. La superficie una volta estesa diviene una sorta di manto, quest'ultimo perdendo le zone circoscritte agli arti, si trasforma in una forma simile a una mantella, nella quale si può scorgere la forma della spina dorsale e dell'osso sacro dal quale il sistema nervoso tramuta in treccia. ESUVIA Anno di realizzazione: 2017 Materiali: Struttura in ferro, tessuto 100 % cotone, Calcio Carbonato, Calcio Fosfato, Collagene, Acido lattico, Acido jalluronico, Magnesio, Gomma Xantano, Amido di mais, Destrina di mais, cellulosa. Dimensioni: 120 h x 50 x 50 cm

The New Skin project was developed during two months within the VIR_Viafarini residence, through a four-step process that narrates, step by step, the research process and addresses the concept of skin, the ultimate aim being that of suggesting to the viewer a different approach, a new possibility. Studies on the body and its size, its cover and its protection and sensitive ability accompany the search for a new fabric, a material that can become a new skin. She expands her research, on which she’s being focusing already for several months, creating new fabric samplings, prototypes of new skins, through diversified processes. She finally selects eight plant samples, created using soybean, bacterial and bioplastic tissues.In the end she presents ESUVIA: The name is inspired by the study of the cicada mute. Conceptually, the work stems from the union of two fairy tales: The Donkey’s Skin and The Seal’s Skin. The shape of the structure is developed by studying the extent of the skin surface area of a human being. Once extended, the surface becomes a sort of mantle, the latter losing the limbs area, transforms into a shape similar to a cape, in which are visible the shapes of the spine and sacral bone from which the nervous system shifts into a braid.